L’impianto fotovoltaico e la rete elettrica di distribuzione
Conseguenze e soluzioni
Prezzi dell’energia elevati e/o in continua crescita, picchi di prezzo, forniture energetiche sempre più vulnerabili agli eventi geopolitici, carenze energetiche impreviste impattano inevitabilmente sulla produzione.
Che sia ragionevole far fruttare i propri capitali in un investimento anziché dissiparli in bolletta, appare evidente.
Per un’impresa trasformare il debito energetico, ovvero quanto è costretta inevitabilmente a spendere per il proprio approvvigionamento energetico, è una scelta oculata, se non addirittura obbligata.
L’installazione di un impianto fotovoltaico presenta certo indubbi vantaggi:
-economico (immediata riduzione dei costi energetici derivanti dal ridotto consumo di energia erogata dalla rete energetica nazionale);
-finanziario (aumento di valore dell’immobile/struttura sulla quale è installato l’impianto);
-rispetto per l’ambiente (l’energia solare aiuta a raggiungere zero emissioni durante la fase di produzione di energia e quindi consente alle aziende di perseguire le strategie di zero netto);
-indipendenza energetica;
-incentivi (es. Fondo Transizione Industriale 2025, Transizione 5.0., Nuova Sabatini, Fondi Regionali).
Però va tenuto presente che il generatore fotovoltaico funziona, come evidente, in presenza di luce solare.
L’alternanza giorno/notte, il ciclo delle stagioni e le variazioni delle condizioni meteorologiche comportano:
– una quantità di energia elettrica prodotta non costante;
– il necessario ricorso alla rete elettrica di distribuzione nazionale oppure l’utilizzo di sistemi di accumulo dell’energia elettrica.
Lo scambio (switch) obbligato tra utilizzo dell’energia prodotta dall’impianto (quando il soleggiamento è insufficiente) e di quella derivante dalla rete elettrica di distribuzione comporta distorsioni, sovratensioni e sovracorrenti impulsive, sottotensioni di rete, micro-interruzioni o buchi di corrente che, a loro volta, sono fonte di numerosi svantaggi e/o problemi, tra i quali:
– funzionamento irregolare di impianti,
– degrado/usura prematura e durata di vita ridotta degli apparecchi e dispositivi,
– interruzione, blocchi, scarti, ritardi nelle linee di produzione.
Per evitare e superare tutti questi problemi è sufficiente munirsi di un impianto specifico, uno stabilizzatore di rete, la cui tecnologia di efficientamento lavora su tutti i carichi collegati a valle del dispositivo stesso, permettendo di realizzare un risparmio energetico generale che va dal 4 al 12%.
Trattandosi di un dispositivo che interviene per migliorare la Power Quality, garantendo il risparmio energetico richiesto dalla normativa, rientra tra gli investimenti “trainanti” ammessi al beneficio del Piano Transizione 5.0 (estensibile, in tal caso, anche ai costi di installazione dell’impianto fotovoltaico).
In sintesi:
– si apporta un beneficio all’ambiente,
– si migliora la produttività,
– si risparmia tempo e denaro.
Non ricordate (o sottovalutate) tutte le conseguenze negative dovute ad una scadente qualità dell’energia ?
Leggete il nostro articolo: “Power Quality”
Non ricordate invece tutti i benefici di un’alta qualità dell’energia ?
Leggete il nostro articolo: “High Power Quality”
Alla prossima .…
Stay In Touch